«Te lo dico io come sono andate le cose. Da una parte c’erano questi piccoletti con i piedi enormi e pelosi, gente innocua e un po’ babbea, poi c’erano i tipetti con le orecchie a punta e certi uomini di un regno decaduto convinti di contare ancora qualcosa. Dall’altra c’era il cattivone, con questi anelli ipnotici che voleva assoggettare tutti. Era l’unico che ci impensieriva con la sua fanteria guidata a distanza e una specie di aeronautica di zombie che montavano rettili volanti.

Noi siamo arrivati e abbiamo proposto un patto a uomini e orecchie-a-punta: “Vi aiutiamo a distrarre  il cattivone con una bella battaglia da campo e vi diamo una mano a sistemare la faccenda dell’anello.”
Non vollero sapere nemmeno cosa gli chiedevamo in cambio e ci diedero carta bianca.

Così abbiamo risolto la faccenda a modo nostro. Prima di tutto fosforo bianco per la fanteria telecomandata. Dovevi vedere come friggeva i soldati del cattivone e lasciava le corazze belle pulite. Quel poco che è rimasto l’abbiamo spazzato via con le bombe termobariche. Poi con una squadriglia di A-10 Warthog abbiamo braccato i rettiloni volanti e gli zombie. Abbiamo scoperto che l’uranio impoverito e un Hellfire ben piazzato  tolgono ogni incertezza sull’esistenza ai nonmorti. Infatti dopo erano decisamente morti.»

«Ehehe.»

«Più dura è stata con il cattivone. I nostri Tomahawak da crociera non riuscivano a colpire la sua tana. Quello era furbo, li disturbava in un modo che non riuscivamo a capire. Così abbiamo usato un trucco.»

«Dai…»

«Ce l’hai presente i nanerottoli dai piedi grandi? Due di loro stavano andando da quelle parti per distruggere uno degli anelli che rimbecillivano. Tra l’altro un bell’anello con alcune proprietà stealth interessanti. Insomma questi due cretini erano convinti che buttando l’anello nel vulcano tutto si risolveva.»

«Seee.»

«Siamo andati a cercarli con un V-22 Osprey dei SEAL e li abbiamo trovati. Atterrando abbiamo pure schiacciato un mostriciattolo che li minacciava con una pietra gridando: “Tessoro…Tessoro”. Abbiamo messo a dormire i due fessi e poi preparato un bel pacchetto con l’anello e un bigliettino. Abbiamo il caricato il tutto su un rettilone volante sopravvissuto e l’abbiamo rispedito al cattivone. Nel bigliettino c’era scritto:

“Caro Sauron, sappiamo di farti cosa gradita rispedendoti questo anello. Ci permettiamo di allegare anche  questa preziosa testata nucleare da 53 kiloton munita di un sensore che si attiva quando tirerai fuori l’anello.”»

«E Sauron cos’ha risposto?»

«Ehehehe. Dal botto che ha fatto direi che non sapeva leggere.»

«Ma noi poi, cosa gli abbiamo chiesto a questi della Terra di Mezzo?»

«L’esclusiva sulla vendita di bibite gassate su tutto il continente e sullo sfruttamento dell’erba-pipa.»

«Solo questo?»

«Scherzi? L’erba-pipa non è cancerogena. Praticamente siamo andati laggiù solo per quello.»

«Ma com’è che c’è in giro l’altra versione?»

«La versione di Tolkien? C’era  un soldato della sussistenza che si chiamava così e si è perso  nel warp paratemporale. Magari qualcosa non ha funzionato e l’ha fatto ritornare 60 anni prima del previsto. Dato che non poteva prendersi le indennità, s’è inventato la storia del libro. Massima stima.»

Marco Pagot

Ha studiato lingue orientali, è esperto di cucina giapponese e ikebana. Da sempre appassionato di anime, manga e fantascienza cyberpunk, pubblica racconti di fantascienza dall’età di diciassette anni. Il suo vero nome assomiglia a quello del protagonista di un film Miyazaki ma è solo una coincidenza.