Come tutti sanno esiste una faccenda piuttosto astrusa, chiamata Ponte Isodinamico Quantistico che ci mette in collegamento con Altra Terra. Nei giornali scientifici ci sono interi numeri dedicati al funzionamento del PI-Quant e, per quanto li abbia letti con attenzione, ho capito unicamente che il collegamento con Altra Terra è limitato ai dati in forma elettronica e niente di fisico può attraversare la barriera che separa i due mondi del Multiverso.

Il potentissimo server quantistico che mantiene il contatto con la realtà parallela di
Altra Terra

Tra noi e Altra Terra comunica solo GateGuardian, il potentissimo server della Black Sierra, nascosto dentro una montagna del Nord Dakota. Un enorme computer quantistico che distribuisce i pacchetti in entrata e uscita. Tutto questo si risolve per noi miseri mortali in un banale accesso internet. Grazie a quello possiamo interrogare i loro siti, i loro social network quasi in tempo reale.*
In base alle esplorazioni di studiosi, antropologi, scienziati e di persone comuni alla ricerca spasmodica dei propri doppelganger, sappiamo che Altra Terra è un posto più felice del nostro.
Non moltissimo: anche loro sono afflitti da crisi, piccole guerre, pestilenze e malattie, ma sembra che se la cavino meglio di noi in tutti i campi.
Laggiù hanno sconfitto svariati tipi di cancro, le loro economie funzionano meglio, sono persino riusciti a far cambiare direzione al riscaldamento globale.

Sin da quando siamo in contatto con i nostri omologhi della realtà alternativa ci siamo domandati perché le cose su Altra Terra siano andate meglio. Quello che sappiamo è che la Guerra Fredda, il cupo periodo di duro confronto internazionale tra il blocco comunista e le democrazie occidentali, su Altra Terra si concluse improvvisamente con trenta anni d’anticipo.

Diagramma temporale della divergenza tra la nostra realtà e Altra Terra

Come sanno tutti gli appassionati della storia parallela di Altra Terra, gli artefici della divergenza storica furono il presidente americano Dwight D. Eisenhower e il segretario del Partito Comunista Sovietico Nikita Krusciov.
Conosciamo anche la data precisa: 16 settembre 1959. Fu quello il giorno nel quale Nikita Krusciov partecipò all’assemblea plenaria nel palazzo dell’ONU e tenne il famoso discorso delle Nuove Frontiere.
Sappiamo che alle 19 e 36, dal palco di quell’organizzazione parlò a braccio usando come spunto una rivista che aveva appena comprato in un’edicola durante la sua passeggiata pomeridiana nella Madison Avenue.

Dalle cronache risulta che si trattava del numero di settembre di Amazing Science Fiction Stories di Hugo Gernsback.
La rivista in occasione della visita del premier russo, sfoggiava in copertina un’astronave con la bandiera sovietica e quella americana posata sul suolo lunare. Ai suoi piedi due astronauti, presumibilmente di entrambe le nazioni andavano incontro a un essere alieno.

Copertine di Amazing Science Fiction Stories dell’ottobre 1958 e del settembre 1959.
La prima raffigura Nikita Krusciov e per questo probabilmente già conosciuta dallo stesso.
La seconda fu quella utilizzata dal premier sovietico durante il discorso all’ONU

Fu lo spunto per l’ispirato discorso di Nikita Krusciov.
All’inizio il premier sovietico decantò i progressi della scienza sovietica come era suo solito. Parlò dello Sputnik che era stato messo in orbita due anni prima e annunciò che l’URSS era pronta a lanciare il primo uomo nello spazio. Ma non fu quello a suscitare l’entusiasmo dell’assemblea. Come se avesse abbandonato la traccia già preparata Nikita Krusciov iniziò a parlare a braccio:

“Questa è la luminosa strada che attende il popolo sovietico e le nazioni comuniste. Una strada di scoperte, progresso e gloria. Una strada di esplorazioni e di conquiste scientifiche. Un destino di di coraggio e abnegazione, ma anche di curiosità e di ambizioni sempre più grandi.

Però ora mi domando: di chi sarà questo futuro?
Come può appartenere a un a sola nazione? A un solo popolo?
Mi domando se è davvero questa la missione del socialismo.

Guardate questo disegno. È stato fatto da un americano…
Ci sono due cosmonauti di nazioni diverse, arrivati sulla Luna su un razzo costruito da scienziati di entrambe i popoli, guardate, ci sono le due bandiere.
Insieme questi cosmonauti affrontano l’ignoto.
Non è forse questa la strada da percorrere?
I due paesi più avanzati del mondo: America e Russia insieme… ”

Dal discorso di N. Krusciov all’assemblea dell’ ONU – 16.09.1959

Nel resto del discorso, come tutti sanno, furono gettate le basi per quella che molti definirono la Grande Concordia. In sostanza, fu in quel momento che finì la Guerra Fredda.

Dopo il discorso, il presidente americano Dwight D. Eisenhower, in barba al cerimoniale, salì sul palco e strinse la mano al suo omologo russo. Da quel momento la storia di Altra Terra prese un’altra direzione: laggiù cessò la corsa agli armamenti e iniziò quella allo spazio. Su Altra Terra le risorse vennero investite nella ricerca scientifica e tecnologica. Le migliori menti di quel mondo misero a disposizione i loro intelletti non per creare armi terribili, ma per migliorare la vita dell’umanità.
Non ci fu la crisi dei Missili di Cuba, John Kennedy non fu assassinato (non divenne nemmeno presidente, al suo posto fu eletto Richard Nixon). Il primo sbarco umano sulla Luna avvenne nel luglio 1967 e protagonisti furono un russo e un americano – Titov e Armstrong – che lasciarono contemporaneamente le loro impronte sul suolo lunare. A quella missione ne seguirono molte altre, verso Marte, le lune di Giove e di Saturno. Alcune ebbero esito tragico, ma la corsa spaziale continuò e portò a scoperte straordinarie.

Altra Terra nel 2019 dopo decenni di progresso e sviluppo ininterrotto, è un pianeta pacifico. Le colonie spaziali su Marte, Cerere e Vesta, Ganimede, Europa prosperano.
Su Altra Terra la scienza ha fatto progressi da gigante. Molte malattie che ancora affliggono la nostra realtà, in quel mondo sono debellate da anni. Mentre noi eravamo impantanati nella Guerra Fredda investendo spropositate risorse negli armamenti, laggiù nasceva uno spirito nuovo di concordia e amicizia, basato sulla collaborazione scientifica.

Persino nel nostro mondo il discorso pronunciato dall’altro Krusciov è riconosciuto come il magico momento della svolta.

“Verso l’ignoto. Insieme”.

Questo è quello che tutti sanno. Senza togliere i meriti al discorso del Nikita Krusciov di Altra terra, vorrei portare all’attenzione un altro elemento, per molti secondario, che a mio parere, contribuì non poco a creare la divergenza temporale tra il nostro mondo e Altra Terra.

In genere, nelle pubblicazioni che trattano l’argomento, accanto alla frase fatidica di Nikita Krusciov compare sempre la riproduzione della copertina di “Amazing” che fu di spunto a Krusciov per il discorso dell’ONU.
Raffigura, come tutti sanno, due astronauti terrestri, un uomo e una donna, appena scesi sulla superficie lunare su un luccicante razzo. Esitanti sembrano andare incontro a una figura in primo piano: un alieno dentro una possente tuta spaziale di spalle che li osserva, in attesa. Sul missile terrestre le bandiere e le sigle degli Stati Uniti d’America e dell’Unione Sovietica.
La copertina è ispirata da un racconto ospitato dalla rivista: “Andremo Loro incontro, insieme.” di uno sconosciuto: D. Adamsson. Il racconto è una melensa storiella piena di amore universale e ottimismo, tutto sommato dimenticabile.

A differenza del racconto la copertina è potente. Appare subito che non si tratta del lavoro di un dilettante.

Nella loro pulsione verso la presenza aliena in primo piano, i due terrestri hanno la postura di chi affronta l’ignoto con un certo timore, ma anche con curiosità; sono esitanti, ma desiderosi di affrontare la tremenda prova che li attende.
La luce è perfetta, lo sfondo nero esalta le forme. La composizione è realizzata con maestria e denota la tecnica sopraffina dovuta a una lunga esperienza. È un disegno senza esitazioni o pentimenti, eseguito con pennellate brevi e precise.
Dove avevo già visto quel tratto? Cosa mi ricordavano quello sfondo nero e le due figure vestite di bianco stagliate contro il cielo?

Finalmente ho ricordato: l’ultimo dipinto di Edward Hopper, i Commedianti del 1965. Cosa ci faceva il raffinato tratto di uno dei più grandi pittori del ventesimo secolo sulla copertina di una rivista “pulp” da 35 centesimi?

In questo modo ho scoperto così quello che era stato sotto gli occhi di tutti per anni. Il nome dell’artista compariva nell’elenco dei collaboratori della rivista.

Edward Hopper su Altra Terra non era l’osannato pittore della nostra realtà, ma un illustratore che vivacchiava collaborando con riviste da pochi soldi.

Trovai la conferma sulla WikiPedia di AltraTerra (sì, esiste anche in quella realtà, ma dal 1985). La biografia dell’altro Hopper era molto più scarna: agli inizi risulta una carriera pressoché identica (particolare notevole: nel 1924 non sposò Josephine Verstille Nivison), come il nostro Hopper studiò, viaggiò in Europa, si distinse come pittore e illustratore. Nel 1929, però fu colpito da una serie di rovesci finanziari. Per sopravvivere si rivolse così a Hugo Gernsback, il leggendario direttore di Amazing.

L’Edward Hopper di Altra Terra iniziò quell’anno a lavorare per Gernsback e così continuò per i decenni successivi, senza mai raggiungere la gloria e gli onori del suo omologo della nostra realtà. Per lui la fama arrivò troppo tardi, ma non per i suoi meriti artistici. La sua immagine, dopo il discorso di Krusciov divenne il simbolo della pace tra le nazioni. Nel dicembre del 1959 Edward Hopper di Altra Terra muore improvvisamente.

Incuriosito andai alla ricerca delle sue opere.

Scoprii che, nonostante l’umile lavoro come illustratore per riviste “Pulp”, Edward Hopper non cessò mai di essere il magnifico artista che anche noi conosciamo. Molti di quei suoi quadri sono identici a quelli che conosciamo nella nostra realtà. Uguali tranne che per l’ultima beffarda deviazione che li trasformava in illustrazioni per Amazing Stories of Science Fiction.

The monster outside – 1929
The black menace – 1931
Sunday of tentacles – 1935
Something in Carbon Town – 1942
Yourself from the past – mai pubblicato a causa della censura – 1947
The morning visitor – 1956

Non sono portato per la filosofia o per quell’esercizio mentale che sembra così diffuso tra i miei contemporanei. Non amo questa corrente del “senno di poi” che sembra pervadere la critica artistica dopo la scoperta di Altra Terra, ma spesso mi viene da pensare che quel mondo sia migliore grazie al sacrificio di E. Hopper che rimase nell’ombra e non riuscì mai a diventare il grandissimo pittore che noi tutti conosciamo.

Un particolare importante tiene insieme le due realtà parallele: pochi anni prima di morire anche l’altro Hopper incontrò Josephine Verstille Nivison e la sposò nel 1957. Due anni dopo Hopper realizzò la fatidica copertina di Amazing.

I critici della nostra realtà sono concordi nell’affermare che il quadro “I commedianti” rappresenti un ironico saluto del pittore che già sentiva l’approssimarsi della fine. Molti pensano che sia il congedo di Edward Hopper dal palcoscenico della vita. Secondo alcuni i due commedianti non sono altri che lo stesso Hopper e la moglie. Forse un ringraziamento ai tanti estimatori prima di intraprendere il viaggio finale.
Per una bizzarra serie di circostanze, l’altra immagine – così simile e diversa allo stesso tempo – ora non rappresenta più un singolo ma tutta l’umanità’ e la sua capacità di superare le diversità.

Non rappresenta più la fine di un viaggio, ma un inizio. Insieme.

*Nota: Il monopolio della Black Sierra sul collegamento quantistico con Altra Terra ha dei risvolti interessanti. Qualche detrattore si spinge persino a dichiarare con sospetta sicumera che il Ponte Isodinamico Quantistico è pura invenzione e tutto ciò che vediamo nei nostri schermi (quando interroghiamo il web di Terra Altra col protocollo Attp://) non sia altro che l’invenzione in tempo reale della mirabolante Intelligenza Artificiale della Black Sierra. Questi personaggi si ostinano a negare l’evidenza. In tanti anni, sin dal primo giorno della sua apertura, il collegamento ci ha mostrato miliardi di pagine, perfettamente coerenti e collegate fra loro, che descrivono un mondo diverso dal nostro, ma, allo stesso tempo, altrettanto umano e forse auspicabile.

Tadako Okada

In un’altra vita produttrice di manga e sceneggiatrice. Da otto anni vive in Italia in una città sul mare della quale adora la cucina tipica e la totale assenza di eventi sismici. Disegna acquarelli di gabbiani e il suo nome letto in un certo modo diventa un palindromo