“Hai almeno una virtù, o Distruttore di Mondi?” domandò trepidante la creatura.
“Una sola. Sarò breve,” rispose l’altro.

A sentirci parlare sembriamo persone normali. Nessuno di noi ha rifugi antiatomici in cantina e collezioni di armi automatiche; magari qualcuno di noi è ossessionato dai backup periodici, ma per il resto siamo innocui. Eppure, c’è qualcosa di oscuro che accomuna tutti gli autori di Forevera Books: un inspiegabile senso di catastrofe imminente.

Per alcuni, come Tadako, che aveva cinque quando si risvegliò tra le rovine del terremoto di Kobe, o Lucia, che ancora subisce le conseguenze della nube radioattiva di Chernobyl, è colpa di qualcosa che ha lasciato tracce profonde e indelebili. Per gli altri come me, Marco e Isolde non ci sono cause apparenti. Di certo  per noi  c’è il ricordo di un’atmosfera opprimente mentre crescevamo; qualcosa che non ci abbandonava mai  nell’era della dissuasione atomica o, come nel caso di Isolde, negli anni seguenti all’11 settembre.

Per tutti noi, una specie di gruppo di auto-aiuto per catastrofisti timidi, la soluzione è stata la stessa: scrivere. Trasferire sulla carta i nostri incubi apocalittici per impedire che si realizzassero davvero. Trasformarli in fantascienza. Questa serie di racconti è una piccola raccolta dei nostri brutti/strani sogni.

Nota: nel libro “Il piano delle cicale”, Tadako finalmente supera tutto questo raccontando una storia ambientata “dopo” un’apocalisse, mentre Marco nel suo  “Clara e la giramondi”, le Terre del multiverso diventano infinite e la distruzione di una di loro diventa quasi irrilevante. Quasi.

(S.M.)