Quando i sentimenti diventano strumenti per dominare
Linux Kimura è un consulente della polizia metropolitana. Nella sua carriera ha visto di tutto ma l’ultimo caso è diverso da tutti gli altri. Stavolta l’indiziato è un piccolo robot delle pulizie che ha eliminato in modo rapido ed efficiente un sicario nell’appartamento della padrona. L’innocuo robot domestico non dovrebbe essere in grado di mettere fuori combattimento un androide militare progettato per simulare l’aspetto umano.
Chi è Alys Morgan, la proprietaria del piccolo robot? È stata lei a modificarla perché diventasse la sua guardia del corpo? Perché anche questa volta cercherà di far sparire le sue tracce nei mondi simulati della Virtualità?
Fin dall’inizio il detective Kimura si ritroverà coinvolto in un intricato complotto, inseguito da una squadra di sicari e in fuga nel labirinto di illusioni virtuali dove persino i sentimenti più profondi diventano trappole insidiose.
- 311 pagine
- tempo di lettura 6-7 ore
- 2,99€ ebook Kobo
- 2,99€ ebook Kindle
- 10,99€ copertina flessibile
LE RECENSIONI
Recensione del libro “Tutto l’amore disperato delle cose” di Tadako Okada, a cura di G.Z. per il gruppo di lettura della biblioteca comunale di Santa Giusta.
In un futuro parzialmente distopico, fatto di megalopoli tanto tecnologiche quanto decadenti che ricordano la Los Angeles di Blade Runner, gli uomini hanno affidato quasi ogni aspetto della propria vita a macchine costruite da una manciata di multinazionali e passano gran parte del tempo a rifugiarsi nei paesaggi ameni della realtà virtuale.
Linux Kimura è un consulente della polizia che si occupa di robot difettosi. Chiamato a investigare sul malfunzionamento di una macchina, si trova catapultato in un intrigo di false identità, segreti sepolti nel tempo e lotte per il dominio mondiale. Fin da subito ci rendiamo conto però che Linux non è un altro Rick Deckard assoldato per “ritirare” androidi assassini. Il protagonista di Tutto l’amore disperato delle cose non è un disilluso cacciatore di taglie temprato dalla violenza, che si auto emargina ai bordi della società. È più una via di mezzo tra un esperto informatico e un colletto bianco, con una vita tranquilla e stabile. Un eroe improbabile, si dirà. Ma è proprio il contrasto tra il suo carattere mite, forse pavido, e il pericoloso scontro di poteri in cui viene coinvolto suo malgrado, a rendere Linux un personaggio credibile. In lui ci si può immedesimare un po’ come in certi protagonisti dei film di Hitchcock: eroi involontari che si trovano per caso invischiati in storie più grandi di loro. La scrittura di Tadako Okada abbozza appena la psicologia dei suoi personaggi, ne descrive pochi tratti, in punta di piedi, quasi con pudore, eppure pian piano emergono le loro aspirazioni e pulsioni, rendendoli profondi e non banali, soprattutto le eroine femminili, tutte più determinate di Linux a ribellarsi in un modo o nell’altro contro un sistema oppressivo, e concentrate verso i propri obiettivi.
Non sono per nulla banali neppure le riflessioni sulla disumanizzazione dell’uomo tecnologico e sulla corruzione del potere. Anche in questo caso si possono udire in distanza gli echi di Philip K. Dick, così come di tutto un immaginario scientifico e fantascientifico stratificato culturalmente dalla seconda metà del XX secolo, di cui Okada si serve per costruire le sue grigie architetture cittadine, scintillanti e allo stesso tempo fatiscenti, i colorati scenari pop delle realtà virtuali e gli esseri senzienti nati dalle intelligenze artificiali. Un immaginario che attinge ai romanzi di Asimov come agli anime sci-fi giapponesi (e non poteva che essere così, data la nazionalità dell’autrice), alle community online e ai videogames, a Matrix e ai robot di Go Nagai.
Tutto l’amore disperato delle cose è un romanzo scorrevole che riesce a creare interesse anche grazie al suo mood da spy story e noir. Attraverso uno stile semplice ma efficace, Okada svela con parsimonia alcuni lati oscuri che coinvolgono il passato e il presente dei personaggi principali e non solo, creando quel clima di sospetto e curiosità che spinge a continuare la lettura fino alla risoluzione del mistero e del conflitto.
G.Z.
Maurizio Codogno nel suo blog:
Linux Kimura è un consulente della polizia in grado di gestire e se necessario resettare le IA, ma che si troverà coinvolto in un complotto molto più grande di quanto potesse anche solo immaginare. Il libro si legge di un fiato, con colpi di scena quasi a ogni pagina; dopo un po’ si rimane così avvinti dalla storia che non si può non fare il tifo per un’improbabile relazione tra i due protagonisti, nonostante tutto congiuri contro di loro.
Consigliato a tutti, e chissà se avremo mai il mondo virtuale ∃!, Esiste-ed-è-unico.
(ah, nel caso vi chiedeste il perché del titolo: praticamente ogni IA ha un chip, l’EA-chip, che fa sì che si attacchi emotivamente agli umani)
Forse c’è qualcosa che non va se della fantascienza italiana autopubblicata (l’autrice viene dal Giappone, ma a dispetto del nome vive in Italia e scrive in italiano) si dimostra molte spanne al di sopra della fantascienza italiana pubblicata dagli editori “veri”. Dopo un interessante romanzo, sempre di fantascienza, per ragazzi (Il piano delle cicale), ora con questo l’autrice dimostra di avere maggiori ambizioni, e con risultati più che validi, rivelandosi una tra le migliori penne contemporanee per la letteratura di genere italiana.
Sa scrivere, ha idee intelligenti, sa gestire una trama complessa dipanandola e svelandola via via senza far calare mai l’attenzione del lettore, ma soprattutto ha una grande capacità di immaginare il futuro nei suoi molti risvolti, coi suoi molti dettagli, e spingendo a ragionare in modo mai banale sul rapporto uomo-tecnologia per come si evolverà a breve, sulle sue luci e le sue ombre, e senza eventuali derive tecnofobe o semplicistiche.






Scritto davvero bene, accattivante, brillante e modernissimo – questo libro si fa leggere con interesse, e coplisce l’abilità di Tadako nel cogliere i tratti umani dei vari senzienti: ogni personaggio, persino quelli minori, ha un suo spessore che ne farebbe il soggetto di un romanzo a sé. Le varie ambientazioni sono tutte credibili, persino quelle più assurde, e geniali. Le tematiche affrontate nel dipanarsi della storia sono intriganti. Davvero consigliato a tutti.