Galassia centrale – Metacentro – Corte di Alta Giustizia – Dipartimento dei Sistemi Solari Periferici Poco O Punto Evoluti. Presiede sua Serenità Decisionale Bl-Ompa-Metur.

«Cosa abbiamo oggi, Signor Pubblico Accusatore?»
«Sua Serenità, il primo caso è quello di una banda di sfruttatori di civiltà non-spaziali. Il tipico crimine di circonvenzione d’incapace applicato a intere civiltà.
«Bene. Ero stanco dei soliti contrabbandieri di organi riproduttivi. Come funzionava la truffa?»
«La banda sceglieva un pianeta periferico, con civiltà umanoide di basso livello tecnologico, preferibilmente ancora nella fase religiosa pre-razionale, e selezionava alcuni elementi facilmente impressionabili del luogo.»
«E già questo costituisce reato…» commentò Bl-Ompa-Metur
«Esatto. Per le comunicazioni usavano un emettitore standard di onde telepatiche, di quelli che vengono usati per animali domestici privi di comunicazione telepatica.»
«Mmmm… E quindi dotati della funzione Imperativo Categorico del tipo: “NON FARE LA PIPI’ SUL TAPPETO”. Pensavo di comprarne uno per lo stupido Xylopode rosa della mia concubina laterale sinistra. E uno per la sua terza madre.»
«Esatto Sua Serenità. Solo che questi manigoldi prendevano un’inconsapevole abitante del pianeta e gli lanciavano il messaggio: IO SONO LA TUA UNICA DIVINITA’ ….  dopo qualche giochetto di prestigio  lo convincevano che lui era l’eletto e doveva seguire esattamente gli ordini sennò l’ira divina sarebbe stata terribile, eccetera eccetera.»
«Un trucco piuttosto banale. Gli autoctoni ci credevano?»
«Si, a quanto pare.»
«Continui…»
«Quando le loro vittime potevano essere manipolate a piacimento, si passava alla fase Diluvio Universale. Cominciavano con il solito discorso: “Il mondo è invaso dal peccato, voi non siete degni di vivere perché siete immondi, io manderò le acque a purificarvi ecc.ecc.”. Così convincevano alcuni dei più malleabili tra gli aborigeni a costruire un grosso natante. Gli dicevano di portarsi dietro tutta la famiglia e gli animali. Poi, con un vecchio satellite meteorologico modificato, scatenavano una spaventosa alluvione locale. Ovviamente  il resto della popolazione, la parte scettica, quella che magari aveva deriso chi costruiva il natante, veniva sterminata. In questo modo  la banda seleziona coloro che hanno la predisposizione genetica alla fede cieca. Di solito lasciano passare un migliaio di anni standard poi ricompaiano, con un salto temporale,  e il gioco è fatto: hanno un pianeta completamente a loro disposizione.
Per rendere la faccenda ancora più semplice trovano un complice locale disposto a fare da fantoccio e riescono a farlo eleggere a capo delle loro fallaci istituzioni politiche.»
«Gran brutta storia. Fatemi vedere la faccia di quest’individuo.»
Lo schermo olografico proiettò una faccia come tante nella galassia. I soliti occhi sfaccettati, il solito apparato boccale osseo le solite antenne mobili. 
«Sp’Olob’Ngom,» lesse il giudice nell’ologramma. «Come si dichiara?
«Colpevole e ravveduto, Sua Serena Decisionalità.»
«Serenità Decisionale…» lo corresse il Pubblico Ministero «Si affida alla clemenza della Corte.»
«Colto in flagrante. Milioni di testimoni. Decine di cause collettive dagli amministratori di 32 pianeti. C’è poco da essere clementi. Il verdetto è l’annichilazione completa, fisica e di tutti i backup memo-sensoriali.»
«NOOOOOO!» gridò l’insettoide con l’emettitore telepatico standard ancora inserito.
«Portatelo via. E spegnetegli quell’accidenti di emettitore standard. Mi ha creato un immotivato senso di colpa per aver fatto la pipì sul tappeto.»
«E ora c’è il suo complice, sua Serenità Decisionale.
A furia di essere venerato come un essere semi-divino dai suoi simili si è convinto di esserlo diventato sul serio. Grazie al loro rudimentale sistema elettivo è riuscito a farsi eleggere a capo di una delle nazioni più potenti. Dice che è tutto un complotto contro di lui da parte di poteri oscuri che non vogliono accettare il suo dominio sull’universo. In realtà il poveretto è un babbeo con un ego smisurato: una pedina che serviva solo a rendere più convincenti i piani dei suoi complici. La pena appropriata è la cancellazione della memoria seguita da un ciclo di rieducazione. In fondo, considerato il suo stato mentale, non ha molto da perdere.»
Il giudice rimase un attimo sovrappensiero.
«Cancelliere? Metta a verbale che la sentenza verrà eseguita all’istante.»

Premette il pulsante e l’essere si accasciò nel pavimento a specchio della sala. Si guardò riflesso e non si riconobbe. Guaì spaventato come un animale in trappola.

«Molto appropriato per un dominatore dell’universo. Adoro questi facili dibattimenti. Avvisi la mia concubina che passerò a trovarla. Le ho giusto procurato un “dominatore dell’universo” per sostituire il suo disgustoso Xylopode. Quel ciuffo biondo le piacerà.»

Marco Pagot

Ha studiato lingue orientali, è esperto di cucina giapponese e ikebana. Da sempre appassionato di anime, manga e fantascienza cyberpunk, pubblica racconti di fantascienza dall’età di diciassette anni. Il suo vero nome assomiglia a quello del protagonista di un film Miyazaki ma è solo una coincidenza.

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